A questo diluvio di risultati non rimane indifferente Alfieri Maserati che gli affida una tipo 26B subito portata da Baconin alla vittoria nella Terni-Passo della Somma. Scendere dall’abitacolo di una vettura da corsa di pochi cavalli di potenza per salire su un’altra dalle caratteristiche tecniche completamente diverse e vincere, è da Campioni e Borzacchini dimostra essere uno di questi. Guidando superbamente è primo sul Circuito delle Cascine,  si ripete a Livorno sulle strade della Coppa del Montenero dove Baconin salito in cattedra, senza difficoltà allinea dietro le proprie spalle avversari del calibro di Nuvolari, Cortese e Caliri.

1927 ciano 1Il ternano è un fiume in piena, nel 1928 dilaga e lascia il segno, è ancora sul podio alla Coppa della Merluzza, a Vermicino, alla Tolentino Colle di Paternò, al Gran Premio di Tripoli. Poi, anche per Borzacchini giunge il momento di tornare tra i mortali e soffrire due ritiri consecutivi, alla Targa Florio e alla Coppa Città di Messina, non per colpa di errori umani ma per effetto del cedimento della meccanica della rossa Maserati.

L’incalzante ritmo del ternano che non tralascia occasione per dare la sua stoccata, riprende alla Coppa dell’Etna dove semina nella polvere la Bugatti del Conte Maggi. Risalita la penisola, la Maserati lo schiera al Circuito del Mugello per aggredire le agguerrite Alfa Romeo di Campari, Ferrari, che spalleggiate dalla Talbot di Materassi e dalla Ballot di Brilli Peri riescono ad affievolire la debole resistenza della Maserati.

1927 salita collina pistoriese 3
1928 messina prova 4

Il coraggioso ternano, trova modo di confermare la propria classe anche sulla strada della Susa-Moncenisio, dove lottando sugli ardui ventidue chilometri della difficile ascesa con l’onnipresente e coriaceo Giuseppe Campari che per soli 9″, riesce a mantenere le ruote dell’Alfa davanti al muso della Maserati.  Dopo questo risultato, i tre ritiri consecutivi che seguono, sono immediatamente dimenticati alla Vermicino-Rocca di Papa sulla cui vetta la Maserati di Borzacchini sembra riprendersi parte delle soddisfazioni perdute.

Il 1929 che incalza è per Baconin l’anno più nero di tutta la carriera. Su dodici corse disputate riesce ad attraversare il traguardo finale solo in un terzo delle gare che lo hanno visto al via.

1928 targa florio 3
1929 record cremona

I risultati positivi che il cavaliere del rischio colleziona si contano sul palmo di una mano a partire dal GP di Tripoli, che caratterizzato da un acerrimo confronto con Tazio Nuvolari, Brilli Peri, Varzi ed Arcangeli, vede il ternano al secondo gradino del podio. Il risultato si rivela un fuoco di paglia che si spegne subito con il ritiro alla Mille Miglia, si riaccende con il primo posto di categoria al Circuito di Alessandria per poi riaffievolirsi con una atroce serie di ritiri, finalmente, interrotta a Cremona con la vittoria più bella conquistata da Borzacchini: il titolo di Campione del mondo di velocità sottolineato dall’urlo della nuovissima Maserati V4  lanciata da Baconin a 247,933Km/h e che il pilota così ricorda:”…. lì per lì non ho avuto paura perché non ho avuto il tempo. Ero troppo concentrato preoccupato di guardare la strada che si chiudeva a V davanti agli occhi e a tenere la macchina al centro della strada …..” . Dopo Cremona ancora due buchi neri poi la fine dell’anno mette termine a quel calvario.

Il 1930 ha un buon inizio e alla prima uscita, ancora nel GP di Tripoli, Baconin riesce a scrivere una bellissima pagina di sport. Con superiorità, raccoglie tutto quello che c’è da raccogliere a partire dal giro veloce, alla vittoria a tempo di record che, non appena sceso dalla macchina, dichiara di voler dedicare all’amico Brilli Peri deceduto il giorno prima in seguito ad una uscita di strada.

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1929 tunisi 7

La fortunata avventura in terra d’Africa, non si ripete nel GP di Monaco che pur iniziato con il dominio della grinta e del coraggio di Baconin, chiude i battenti con un ordine di arrivo dipinto dal celeste delle sei Bugatti prime classificate. Alla Targa Florio, chiusa in undicesima posizione, Borzacchini comprende la necessità di guardarsi intorno per cercare un nuovo mezzo con il quale competere.

Prima di lasciare definitivamente i fratelli Maserati, Baconin tenta l’avventura sbarcando in America per condurre la poderosa V4 alla 500Miglia di Indianapolis. Purtroppo un cavillo regolamentare che vieta l’uso dei compressori chiude anzitempo l’esperienza oltreoceano. Il rientro in Italia è segnato dalla vittoria alla Vittorio-Veneto Cansiglio con la nuova 26C. Al termine della corsa, grazie a Nuvolari, Borzacchini fa la conoscenza dell’Ingenere Jano che lo porta nello staff dell’Alfa.

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