Quel 7 agosto non tutto andò bene.

Qualsiasi tifoso di fronte ad una richiesta di aiuto da parte di un atleta in difficoltà ci penserebbe sapendo che questo potrebbe danneggiarlo.

In terra Toscana sul nastro di asfalto che si snoda lungo la costa del Tirreno per poi allontanarsi alle spalle di Livorno, dove c’è il traguardo, il 7 agosto del 1938 avendo l’Auto Union rinunciato, scendono in campo per contendersi la vittoria nella Coppa Ciano le macchine tedesche della Mercedes e le italiane Maserati e dell’Alfa Romeo ufficiali avendo la Scuderia Ferrari sospeso l’attività agonistica. All’appuntamento estivo che metterà alla prova il fisico dei piloti sui 232km di gara si presentano in undici, quattro tedeschi e sette italiani. Alla partenza Trossi, partito in prima fila in compagnia di Caracciola, Lang e Farina con l’Alfa Romeo porta la Maserati 8 cilindri davanti all’agguerrito gruppo di inseguitori, primi dei quali Lang e Caracciola con le Mercedes W154 di 2960cc. L’inseguimento dei tedeschi dura un paio di giri al termine dei quali dopo avere preso il comando si alternano a condurre con  Caracciola che fatica a scrollarsi di dosso l’incomodo compagno di squadra. Quando la corsa sembra tradire le aspettative del pubblico italiano che sperava, se non in un trionfo, almeno in una vittoria dei colori italiani le aspettative si riaccendono in quanto Farina sale in seconda posizione grazie a Caracciola che è costretta ai box per un controllo. Le speranze durano poco perché Brauchitsch in piena rimonta supera prima l’italiano e senza fatica anche il compagno di squadra. Ma i colpi di scena non sono finiti, Brauchitsch una volta sceso dalla Mercedes non ha tempo di essere festeggiato che viene escluso dalla classifica per essere avere ripreso la corsa, dopo una fermata, con l’aiuto degli spettatori.

Una 24Ore automobilistica anche a Roma.

Una lunga chermesse automobilistica di 24Ore non è facile da mettere in piedi se non si pensa anche ad avere il pubblico magari invogliandolo a venire.

Il 17 giugno del 1928 sul Circuito delle Tre Fontane, per la quarta volta su di un tracciato ancora diverso, sette giorni dopo il Gran Premio di Roma si corre, sulla distanza delle 24Ore, il Premio Romano del Turismo.
Una gara lunghissima per i  piloti e per il pubblico che viene attirato con un ricco montepremi che prevede regali importanti come l’estrazione a sorte di una Fiat 509 e per non annoiare i figli delle famiglie un attrezzato Parco giochi. La partenza del Gran Premio, in pena notte, è folcloristica e vede le macchine schierate per Categoria tutte con i fari accesi e motori in moto. Prime a partire sono le 1100cc tra cui la Salmson iscritta dai fratelli Luigi ed Erminio Fagioli. La gara ancorché lunga e faticosa già dai primi cento chilometri si segnala velocissima con l’Alfa Romeo di Bruno Presenti che tira il gruppo dietro alla quale si è inserita la sorprendente Salmson degli eugubini. Mentre il tempo trascorre con i fari delle macchine che fendono la notte, la gente trascorre le ore alle giostre e al ristorante allestito in attesa del giorno. A metà corsa, le posizioni si sono assestate anche grazie agli inesorabili ritiri per guasti meccanici e con i piloti che ora procedono con più cautela. Davanti a tutti e saldamente al comando è passata l’Alfa affidata a Minoia-Foresti, che poi vincerà, mentre nella 1100cc la coppia Fagioli-Fagioli ha mantenuto il primo posto di Categoria percorrendo ben 1.577km alla media di 78,883km/h.

A Indianapolis non vogliono il compressore

In Italia l’anno prima la macchina bolognese aveva stabilito il record del Mondo sui 10km lanciati, aveva vinto in Gran Premio di Roma ma a Indianapolis non la vogliono.

Come da programmi sportivi la Maserati ha in calendario la partecipazione alla 500 Miglia di Indianapolis con la nuova V4, sedici cilindri, compressore 3980cc di cilindrata. Per Borzacchini, abituato a controllare l’auto in curve e contro curve, la corsa americana di Indianapolis, da disputare in un catino ovale di 4,023km, suscita un giudizio non molto positivo in quanto pur disponendo di una vettura dotata di una potenza decisamente interessante che dovrebbe garantire ottime chances velocistiche non vede adatti alle sollecitazioni di quell’atipico tracciato nè il telaio nè le sospensioni della sedici cilindri. Con Ernesto Maserati, che assiste direttamente la V4, Borzacchini, confortato nell’abitacolo dalla presenza del robusto americano James Rossi come “secondo”, per alcuni giorni prova il velocissimo percorso caratterizzato da quattro curve a novanta gradi sopraelevate di nove gradi e dal pavimento a mattoni, uno dei quali d’oro massiccio è saldamente inserito sulla linea d’arrivo. L’avventura di Indianapolis prima di iniziare ha subito una non gradita sorpresa. In sede delle verifiche tecniche la Maserati V4, per regolamento viene mutilata dei due compressori, con il risultato che nel corso delle prove ufficiali non promette niente di buono: agli alti giri, quando deve portare la vettura alla massima velocità, il motore rata perdendo in potenza e slancio. Della corsa americana, vinta da Billy Arnold con la Miller Hartz con un pizzico di umorismo ricorda: “Ci rendemmo subito conto che la nostra presenza sarebbe servita solo per fare esperienza. Fin dai primi giri di prova, mi mancò la concentrazione necessaria per affrontare quelle strane curve che dopo esserci piombato dentro ad oltre 250Kh/h mi facevano tornare in mente quelle della gara disputata con Faraglia sulla pista di cemento delle Acciaierie di Terni.”