Fagioli e Nuvolari al GP d’Italia del 1933 per una rivincita

Dopo quindici giorni dalla Coppa Acerbo Fagioli e Nuvolari tornano a confrontarsi, questa volta nell’Autodromo di Monza, nell’atteso Gran Premio d’Italia.

Nella mattina si disputa all’Autodromo di Monza, davanti a oltre centodiecimila persone, il quarto e ultimo Gran Premio valido per il Campionato Europeo. La gara è caratterizzata dalla battaglia agonistica tra Nuvolari, in rotta con Ferrari insieme al “fratellino” Borzacchini, presente a Monza alla guida di una Maserati 8CM con Fagioli e il francese Chiron ai quali la Scuderia Ferrari ha affidato le scattanti Alfa Romeo Tipo B P3. I due alfieri della Scuderia Ferrari dando fondo alle risorse delle loro Alfa Romeo, che rispondono alle sollecitazioni, esaltano lo spettacolo a colpi di record sul giro tallonati da un attento Nuvolari che non molla la coppia dei fuggitivi.
Nel corso dei cinquanta giri previsti, perché tanti ne prevede la corsa, si registrano al comando, ben sedici cambi di posizione. Poi al quarantesimo giro dopo che il terzetto ha avuto vita facile nell’allontanarsi dai rimanenti sedici avversari, mentre Nuvolari è in testa, l’Alfa di Chiron cede nel motore lasciando a Fagioli la responsabilità della rimonta su Nuvolari che ha 23” di vantaggio. Fagioli che non demorde, anche se aiutato dal consumo irregolare delle gomme sulla Maserati di Nuvolari, guadagna manciate di secondi ad ogni passaggio fino a coronare il sorpasso sull’avversario nel corso del penultimo giro quando Nuvolari fermo per l’ennesima volta è fermo ai box impegnato nella sostituzione di una ruota che non vuole lasciare la sede del mozzo.
Sul podio salgono:
1°Luigi Fagioli Alfa Romeo P3 Tipo B 2600 2h51’41” 174,700Km/h
2°Tazio Nuvolari Maserati 8CM 3000 2h52’21″2/10
3°Goffredo Zehender Maserati 8CM 3000 2h54’54″4/10

(Estratto da: “Il pilota che nondisse mai basta”)

Nuvolari e Mario Umberto Borzacchini corrono contro la Scuderia Ferrari

Per Nuvolari e Mario Umberto Borzacchini le corse sull’Autodromo di Monza del 10 settembre 1933 sono la prima sfida alla Scuderia Ferrari che hanno lasciato da circa un mese.

Il 10 settembre del 1933 nell’Autodromo brianzolo si corsero due gare, il GP d’Italia al mattino e, l’altra il GP di Monza, prevista su due batterie ed una finale, al pomeriggio. Inizialmente questa gara dopo essere stata messa in calendario nel mese di maggio venne rinviata a settembre. Le due gare assumono un significato particolare in quanto vedono, nella prima, la presenza di Nuvolari mentre nella seconda quella di Borzacchini, i due piloti che da un mese hanno lasciato la Scuderia Ferrari.
Terminata la prima batteria, nella quale al penutimo giro la Duesemberg di Trossi sbiellò perdendo olio sulla curva sud, dopo una ripulitura sommaria della pista, da parte dei commissari, vennero schierate le macchine per la seconda batteria.
Al via, tra gli altri, ci sono Mario Umberto Borzacchini con una Maserati 8C 3000 sul cui cofano e radiatore è dipinto il numero 26 e Giuseppe Campari con l’Alfa P3 della Scuderia Ferrari con il numero 22.
Le macchine, con i due Campioni che appaiati vanno subito al comando, si avviano e scompaiono alla vista dei numerosi spettatori che riempiono le tribune. Alla conclusione del giro davanti al pubblico incredulo sono solamente tre i bolidi che veloci passano sotto le tribune. All’appello mancano quelle guidate da Castelbarco, dal piccolo ternano Mario Umberto Borzacchini e da Campari.
Nella curva sud, lontano dagli occhi di testimoni oculari, si è consumato uno degli incidenti più importanti per lo sport motoristico nel corso del quale, in un solo colpo, si è fermata per sempre la corsa di due grandi Campioni.

(Estratto da: Baconin “il fratellino di Nuvolari”)

Il GP Reale di Roma è vinto, con facilità, dalla Maserati V5.

Sulla pista del Littorio, il giorno del Decennale, si corre il GP Reale di Roma vinto con facilità dalla Maserati V5 di Fagioli davanti alle Bugatti di Taruffi e Von Morgen.

Sulla pista del Littorio costruita, in soli quattro mesi, dalla Ditta Puricelli per conto della Compagna Nazionale Aeronautica che poi lo cede all’Automobile Club di Roma, in occasione del Decennale (dell’Era Fascista) viene organizzato il GP Reale di Roma. La data cade sul 24 aprile in quanto rappresenta il giorno della fondazione della città eterna. Sui quattro chilometri della pista si disputano tre eliminatorie e un repechage, su 25 giri definito da Nuvolari “ un esame di riparazione”, al quale si aggiunge la finale su 60 giri, per un totale di 240 km.

Di fronte alle Autorità, con il Re davanti a tutti, sono presenti i piloti più quotati, tra questi, Ruggeri con la Maserati V5 che a fine prove, viene affidata a Fagioli.

Superate le batterie, nella finale degli undici piloti al via, il più lesto è Varzi ma il suo vantaggio dura solo il tempo di mandare in temperatura le gomme della Maserati V5 di Fagioli. La possente Maserati ha vita facile e giro dopo giro aumenta il distacco agevolata anche dal fatto che la Bugatti di Varzi lamenta problemi alle ruote.

Nella sua corsa verso il traguardi Fagioli prova a raccogliere tutto quello che la corsa gli mette a disposizione a cominciare dal giro più veloce a 164,30Km/h. La gara di Fagioli, che guadagna manciate di secondi giro dopo giro, entusiasma la folla che lo accoglie al traguardo, dopo essere rimasto in testa per tutti i sessanta giri, con il tempo record di 158,671km/h. Il GP Reale di Roma fu l’ultimo prima della Guerra Mondiale.

Sul podio Taruffi e von Morgen. Varzi sarà solo quarto.

(Estratto da: “Il pilota che non disse mai basta”)