Al Gran Premio di Monaco del 1936 un incidente come nel 1950.

Quando la sfortuna unita a una disattenzione di un addetto al percorso del Gran Premio possono influenzare la guida di un pilota e indurlo nell’ errore.

Il Gran Premio di Monaco del 1936 si sta svolgendo sotto una pioggia torrenziale che, nella chicane, nel corso del secondo giro ha visto coinvolte in un incidente la Mercedes di Chiron sulla quale finisce l’Alfa di Farina a sua volta tamponata dalla Mercedes di Brauchitsch. Mentre Caracciola conduce la gara, davanti a Nuvolari che, tra gli spruzzi d’acqua, insegue intenzionato a volere passare al comando, alle loro spalle Rosemeyer e Stuck aumentano il loro vantaggio su Fagioli incappato in un errore di guida al sesto giro. L’eugubino, nel rettilineo delle tribune, a causa di una chiazza d’olio si è reso attore di un duplice testacoda, subito controllato, al termine del quale reindirizza la Mercedes nella giusta direzione riprendendo la corsa. Nel corso dell’ottavo giro, mentre Nuvolari tra gli applausi passa a condurre il Gran Premio davanti a Caracciola, Fagioli, arrivato in prossimità della chicane, dopo essere tornato alle spalle di Stuck trova i commissari intenti a ripulire la sede stradale dalla sabbia e dall’olio. Mentre l’eugubino sta chiudendo la curva un addetto poco attento, senza tenere conto della velocità della Mercedes che si sta avvicinando, getta una ulteriore palata di sabbia parte della quale colpisce il pilota. Con un gesto istintivo, di difesa, Fagioli sterza bruscamente causando la scivolata della Mercedes che dopo aver urtato contro il muro, danneggiando la sospensione posteriore destra, si arresta di traverso sulla strada. Poco oltre, quasi sullo stesso punto, per ironia della sorte, si sono fermate per incidente tre delle quattro Mercedes partite.

Neubauer vuole Caracciola vincitore e Luigi Fagioli cosa fa?

Luigi Fagioli è in Francia per prendersi la rivincita sulla cattiva sorte che lo ha penalizzato negli anni precedenti ma quando è in testa alla corsa Neubauer lo richiama ai box.

Nel contratto che lega Fagioli alla Mercedes è previsto che nelle gare fuori dalla Germania chi fosse andato più forte avrebbe avuto carta bianca. Nel Gran Premio di Francia del 1935 ritiratosi Nuvolari nei primi giri, ed essendo le tre Mercedes al comando con Brauchitsch, Caracciola e Fagioli, l’eugubino con la Mercedes più a punto rompe gli indugi ed effettua il sorpasso del primo compagno di squadra. Nel corso dei due giri successivi i box si animano per i rifornimenti e i cambi di gomme. In quelli della Mercedes primo ad entrare è Brauchitsch, poi tocca a Fagioli che cambia anche le posteriori ancora buone. A metà corsa la Mercedes di Fagioli è in testa poi, staccato, Caracciola con Brauchitsch ancora più lontano. La posizione di Fagioli, saldo al comando, dura altri tre giri quando è richamato ai box per il secondo rifornimento di carburante ma mentre il carburante riempie il serbatoio, Neubauer si avvicina al pilota, come riferisce Fagioli al cronista qualche giorno dopo, dicendogli: “…… di non impegnarsi nella battaglia perché nei desideri della Casa in questa corsa la vittoria dovrebbe essere di Caracciola”, poi Fagioli continua: “……. la cosa mi piacque poco, ma per cavalleria decisi di acconsentire. Una volta tanto, mi dissi, potevo anche cedere ad una preghiera. E tutto finì così”. Terminato il rifornimento, durato una eternità, pari a 3’07”, per consentire a Caracciola si riavvicinarsi, Fagioli riporta la macchina in pista occupando la terza posizione. Poi nel prosieguo dei giri la Mercedes dell’eugubino accusa ripetuti guasti alle candele che nel consentire la rimonta della Maserati di Zehender gli tolgono il terzo gradino del podio.

Fagioli e Nuvolari al GP d’Italia del 1933 per una rivincita

Dopo quindici giorni dalla Coppa Acerbo Fagioli e Nuvolari tornano a confrontarsi, questa volta nell’Autodromo di Monza, nell’atteso Gran Premio d’Italia.

Nella mattina si disputa all’Autodromo di Monza, davanti a oltre centodiecimila persone, il quarto e ultimo Gran Premio valido per il Campionato Europeo. La gara è caratterizzata dalla battaglia agonistica tra Nuvolari, in rotta con Ferrari insieme al “fratellino” Borzacchini, presente a Monza alla guida di una Maserati 8CM con Fagioli e il francese Chiron ai quali la Scuderia Ferrari ha affidato le scattanti Alfa Romeo Tipo B P3. I due alfieri della Scuderia Ferrari dando fondo alle risorse delle loro Alfa Romeo, che rispondono alle sollecitazioni, esaltano lo spettacolo a colpi di record sul giro tallonati da un attento Nuvolari che non molla la coppia dei fuggitivi.
Nel corso dei cinquanta giri previsti, perché tanti ne prevede la corsa, si registrano al comando, ben sedici cambi di posizione. Poi al quarantesimo giro dopo che il terzetto ha avuto vita facile nell’allontanarsi dai rimanenti sedici avversari, mentre Nuvolari è in testa, l’Alfa di Chiron cede nel motore lasciando a Fagioli la responsabilità della rimonta su Nuvolari che ha 23” di vantaggio. Fagioli che non demorde, anche se aiutato dal consumo irregolare delle gomme sulla Maserati di Nuvolari, guadagna manciate di secondi ad ogni passaggio fino a coronare il sorpasso sull’avversario nel corso del penultimo giro quando Nuvolari fermo per l’ennesima volta è ai box impegnato nella sostituzione di una ruota che non vuole lasciare la sede del mozzo.
Sul podio salgono:
1°Luigi Fagioli Alfa Romeo P3 Tipo B 2600 2h51’41” 174,700Km/h
2°Tazio Nuvolari Maserati 8CM 3000 2h52’21″2/10
3°Goffredo Zehender Maserati 8CM 3000 2h54’54″4/10

(Estratto da: “Il pilota che nondisse mai basta”)