Quando la fantasia supera il Regolamento

Tutto era pronto per la corsa. Le macchine iscritte erano numerose rimaneva solo da verificare se queste fossero rispondenti al Regolamento sportivo.

La grande Torre della Direzione di Gara svettava sul lungo rettilineo della partenza, il fondo strada risultava rullato, le siepi erano state tagliate e la polvere fissata. Per far scendere i piloti in pista mancava solo di verificare, come da Regolamento FIA, che la loro macchina avesse la colorazione rispondente ai colori della nazionalità della Casa costruttrice. Ognuna, infatti, avrebbe dovuto avere il colore prestabilito dal Regolamento: il rosso per l’Italia, il celeste per la Francia, il giallo per il Belgio e così via. Alla Coppa della Perugina di quell’anno, giunta alla terza edizione, mentre tutte si presentarono in regola, Anselmo Cesaroni giunse alle verifiche, tenute nel centro di Perugia, con la Mercedes GP con le lamiere di un bel rosso bandiera che venne ritenuto non rispondente al colore che avrebbe, invece, dovuto avere essendo una macchina tedesca: il bianco. Al buon Cesaroni, nelle poche ore che lo separavano dal via e al quale non avrebbe per nessun motivo voluto rinunciare, non rimase che una soluzione: con la complicità di un artista del pennello, pensò bene, nottetempo, di far ricoprire il rosso della vernice con una mano di “calce”. Al mattino successivo avendo risolti, come da Regolamento, i problemi estetici con i Commissari di gara, con soddisfazione si schierò al via con la Mercedes di un bianco immacolato. Una volta avviata la corsa, la soluzione trovata durò veramente poco. Infatti poco dopo, essendo il tempo incerto, bastarono poche gocce di pioggia per far tornare fuori il rosso delle lamiere della Mercedes davanti alle quali al Direttore di corsa non rimase che chiudere entrambi gli occhi.

A Indianapolis non vogliono il compressore

In Italia l’anno prima la macchina bolognese aveva stabilito il record del Mondo sui 10km lanciati, aveva vinto in Gran Premio di Roma ma a Indianapolis non la vogliono.

Come da programmi sportivi la Maserati ha in calendario la partecipazione alla 500 Miglia di Indianapolis con la nuova V4, sedici cilindri, compressore 3980cc di cilindrata. Per Borzacchini, abituato a controllare l’auto in curve e contro curve, la corsa americana di Indianapolis, da disputare in un catino ovale di 4,023km, suscita un giudizio non molto positivo in quanto pur disponendo di una vettura dotata di una potenza decisamente interessante che dovrebbe garantire ottime chances velocistiche non vede adatti alle sollecitazioni di quell’atipico tracciato nè il telaio nè le sospensioni della sedici cilindri. Con Ernesto Maserati, che assiste direttamente la V4, Borzacchini, confortato nell’abitacolo dalla presenza del robusto americano James Rossi come “secondo”, per alcuni giorni prova il velocissimo percorso caratterizzato da quattro curve a novanta gradi sopraelevate di nove gradi e dal pavimento a mattoni, uno dei quali d’oro massiccio è saldamente inserito sulla linea d’arrivo. L’avventura di Indianapolis prima di iniziare ha subito una non gradita sorpresa. In sede delle verifiche tecniche la Maserati V4, per regolamento viene mutilata dei due compressori, con il risultato che nel corso delle prove ufficiali non promette niente di buono: agli alti giri, quando deve portare la vettura alla massima velocità, il motore rata perdendo in potenza e slancio. Della corsa americana, vinta da Billy Arnold con la Miller Hartz con un pizzico di umorismo ricorda: “Ci rendemmo subito conto che la nostra presenza sarebbe servita solo per fare esperienza. Fin dai primi giri di prova, mi mancò la concentrazione necessaria per affrontare quelle strane curve che dopo esserci piombato dentro ad oltre 250Kh/h mi facevano tornare in mente quelle della gara disputata con Faraglia sulla pista di cemento delle Acciaierie di Terni.”

L’incredibile record a Cremona

A Cremona due giornate di gare vedono impegnati i migliori piloti come Campari, Brilli Peri,Varzi; la prima corsa e quella per il Record su 10km lanciati e l’altra in circuito.

Siamo a Cremona in una giornata di inizio autunno il binomio Maserati e il suo pilota di punta Baconin Borzacchini, non ancora diventato Mario Umberto, compiono una importante impresa. La data esatta è il 28 settembre del 1929. In quell’occasione Baconìn Borzacchini, deve guidare la Maserati Tipo V4, la vettura che il costruttore, il 15 settembre, aveva condotto al Gran Premio di Monza, concludendo la gara al sesto posto. A Cremona ci sono due giorni di corse, nella prima giornata è in programma la “Giornata dei record”, una gara di velocità sui 10 chilometri lanciati. La gara avrebbe avuto svolgimento lungo la vecchia strada statale (oggi provinciale) n. 10-Padania Inferiore, che partendo da Cremona in direzione est-nord-est, si sviluppa su di un rettilineo di circa 17 km. La distanza dei 10 km iniziava dal municipio di Gadesco Pieve Delmona con arrivo a Sant’Antonio d’Anniata, una frazione di Pessina Cremonese, con circa 3 km di rallentamento per il lancio e la fermata. Per questa prima gara il regolamento internazionale stabiliva che il percorso venisse compiuto due volte, una per ogni senso di marcia. La media dei tempi registrati sarebbe stata utilizzata per omologare il risultato. Quel giorno Borzacchini coprì il tratto ascendente in 2’25”20/100 con una media oraria di 247,933 km/h. Nel tratto discendente il tempo fatto registrare fu di due secondi in più, 2’27”40/100 per una media di 244,233 km/h. Il tempo medio risultante fu 2’26”30/100 papri alla velocità di 246,069 km/h. Il responso?: Record mondiale per la classe C (da 3000 a 5000 cc). Un risultato straordinario che portò Baconin Borzacchini, a cancellare il primato precedente del 1927 stabilito da Ernest Eldridge a Montlhéry con 225,776 km/h con un tempo di 2’39”45/100.