Perugia quando sulla targa aveva PU.

Perugia aveva una targa che oggi è sulle auto della Provincia Pesaro e Urbino. Anni fa, era sui mezzi circolanti in Umbria e nel Lazio.

Inizialmente il sistema di targatura aveva le targhe delle auto e delle moto individuate da numeri, rossi su fondo bianco, con Alessandria n.1, Bari n. 2 e così via. A Perugia toccò il 46.

Nel marzo del 1927, i numeri furono sostituiti dalle lettere: AL per Alessandria, BA per Bari e così via le altre.

La prima vettura, a essere contraddistinta dalla sigla PU, fu una Fiat 503; un’elegante piccola berlina a quattro posti, telaio n.8325331- motore 4126462, il cui proprietario, Enrico Bambini di Marsciano, dopo averla acquistata per 1.000lire, dalla Concessionaria Fiat di Calzoni, la immatricolò con il n.ro 3. I primi due numeri per motivi burocratici non sono mai stati assegnati. La targatura con PU, viene apposta fino al numero 4500, prosegue fino alla fine del 1932, quando il binomio è sostituito dalla più nota sigla PG. L’ultima vettura immatricolata con l’indimenticata PU è una Fiat 508 -Balilla- 4 posti di proprietà della S.A. Cioccolato Perugina. Sul perchè della sostituzione della sigla circolava all’epoca la motivazione che questa fosse stata richiesta da Mussolini dopo che questi aveva avuto modo di osservare quattro auto parcheggiate, in Piazza Venezia, una di fianco all’altra le cui targhe risultavano essere: Roma, PU -Perugia-, TA –Taranto-, NA –Napoli-. Quella combinazione di lettere, unite e lette come una frase poco rispettosa per la città Eterna, dalla gente fu ritenuto motivo del cambiamento.

Il vero motivo era legato, invece, al territorio comprendente le tre province di Perugia, Terni e Rieti identificato nella targatura dei veicoli come Province Unite, che dopo essere state riconosciute come separate ciascuna acquistò la sua identità come PG,TR e RI.

(Estratto da “Polvere e Benzina”)

Perugia: le origini motoristiche datano “Belle Epoque”.

Tra la meraviglia della gente compare a Perugia un triciclo De Dion Bouton partito dalla Stazione; più tardi compare una Velo Benz, la prima macchina.

Quando il primo mezzo a motore attraversa Perugia, i suoi abitanti erano impegnati su tre importanti fronti per la vita e lo sviluppo della città: nella realizzazione del nuovo acquedotto dello Scirca, nell’inaugurazione dell’Officina elettrica a vapore costruita dalla Siemens in località Santa Margherita e da ultimo nel completamento della linea ferroviaria che avrebbe collegato la Stazione di Fontivegge con Piazza Vittorio Emanuele, oggi Piazza Italia.
Il luogo dove il cronista registrò l’avvenimento fu il cuore di Perugia, la data l’11 agosto del 1899 el’orario, come riportano le ingiallite pagine dei quotidiani dal tempo, rimase fermato sulle prime ore di quel caldo pomeriggio.

In questa cornice colorata il mezzo meccanico a motore austeramente condotto da Federico Benigni dalla Stazione di Fontivegge transitò, sulle sue traballanti ruote a raggi per le vie cittadine, seguito da uno stuolo festante di ragazzini. Quello spettacolo potè realizzarsi grazie all’iniziativa dell’Emporio Ciclistico che riuscì a convincere la fabbrica De Dion Bouton ad affidargli la concessionaria per l’Umbria dei loro “tricicli” dal motore monocilindrico marciante a una velocità di quasi 40Km orari. La prima auto, comparve a Perugia un anno più tardi, precisamente nella primavera del 1899, quando Antonio Sereni, dopo aver riempito il radiatore dell’auto alla presenza del proprio padre per convincerlo che questa andasse ad acqua e non a benzina, venduta in Drogheria a oltre una lira, solcò le vie del centro con una Velo Benz, motore posteriore, un solo cilindro orizzontale, 1140 cc, 3CV a 400g/m, trasmissione a catena, due marce.

(Estratto da: Polvere e Benzina)

Perugia: La sua prima corsa in salita

Tra la polvere, l’incredulità della gente, Perugia vive la sua giornata di sport con la sua prima corsa in salita vinta da una Fiat 12HP.

20 settembre 1902. Una data storica per i perugini e per l’Umbria che assistono alla prima corsa automobilistica della regione, in ordine di tempo la quarta nazionale, dopo la salite della Consuma, la Sassi-Superga, e la Susa-Moncenisio.

A Perugia l’idea di avere una corsa propria nacque, dopo che in città fece tappa del 1° Giro Automobilistico d’Italia nel 1901, all’interno del Veloce Club cittadino che pensò di far percorrere alle macchine in gara gli 8km di strada che separavano la località di Madonna del Piano ai Giardini del Frontone. La  partecipazione fu riservata ai mezzi a motore con quattro ruote divisi secondo il peso: fino a459kg, fino a 650kg e oltre tale peso. A ricordo di quella coraggiosa dimostrazione, al primo di ciascuna Categoria come premio tre medaglie d’oro del valore rispettivamente di 50, 75 e 100lire. Alle 9,00 in punto, con i cronometristi attrezzati di tutto punto, sotto la sorveglianza del personale e tra curiosità mista a diffidenza della gente, il Direttore di gara, agitando la bandiera a scacchi bianca e nera ordinò alla prima macchina di partire. Accompagnato dalla nube d’olio e carburante incombusto, l’equipaggio prese la partenza avviandosi verso l’arrivo, scosso dalle traballanti ruote a causa dello sconnesso del fondo stradale, seguito dalle rimanenti macchine, di quattro minuti in quattro minuti.

Alla fine della mattinata, il più veloce a raggiungere i Giardini del Frontone fu Argeo Staffa, lo choffeur della Fiat 12HP di 3700cc, di proprietà di Valentino Valigi di Marsciano, giunto in città dopo 11’32” dopo aver percorso il tratto alla velocità di 41,618km/h.

(Estratto da: “Polvere e Benzina”)