LUIGI FAGIOLI – IL PILOTA CHE NON DISSE MAI BASTA

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Stampa di qualità: Offset.
Formato A4  21 x 29 cm.
448 pagine; oltre 400 immagini in bn.
Interni litografati ad un colore in bianca e volta su carta patinata opaca da gr. 115 -verniciato in macchina.
Copertina: Brossura con bandelle. Litografata a quattro colori su carta patinata da 300gr . – Plastificata lucida.
Rilegato a filo refe.
Copie con firma autografa dell’Autore. A richiesta dedica personalizzata.

Luigi Fagioli, un pilota  del quale poco è stato tramandato alle attuali generazioni che tra i ricordi hanno solo la sua partecipazione al primo Campionato del Mondo piloti del 1950, insieme a Farina e all’argentino Fangio, accompagnata dalla  disputa di sette Gran premi di F1 di cui uno vinto uno in coabitazione con Fangio risultando il più anziano vincitore di un Gran Premio, avendo all’epoca 51 anni suonati.
Questo è quanto rimane, certamente in maniera riduttiva e superficiale, nella generalità dei ricordi della carriera di questo grande tra i piloti del passato che, insieme ai vari: Borzacchini, Brilli Peri, Campari, Caracciola, Materassi, Nuvolari, Rosemeyer, Varzi, ha con il suo coraggio, la sua classe e perché no? anche con il suo carattere forte, qualche volta scorbutico e scontroso come emerso  in alcune situazioni: con Von Morgen, con Neubauer il Team manager della Mercedes, con Caracciola, contribuito a scrivere importanti pagine di storia dell’automobilismo sportivo. Storia che inizia alla guida di una vetturetta francese, una Salmson, poi prosegue passando alla Maserati, all’Alfa Romeo, alla Mercedes, all’Auto Union, alla Fiat, alla  Monaci, all’Osca fino a chiudersi alla guida di una Lancia B20, sul circuito di Monaco dove perde la vita.
In verità, la storia di Fagioli rimane ben nota in due paesi dell’Italia centrale: ad Osimo, in provincia di Ancona, dove il pilota è nato e ha vissuto gli ultimi anni dopo la seconda guerra mondiale, e nella cittadina di Gubbio, in provincia di Perugia, dove Fagioli dopo essersi trasferito, fin da giovane, ha vissuto ed iniziato la sua avventura sportiva prima alla guida delle due ruote e delle quattro dopo. Questa doppia appartenenza anagrafico-residenziale ha suscitato e continua a suscitare un sano campanilismo che fa ritenere Fagioli “osimano” o “eugubino” a seconda del luogo dove se ne parla.
A questo proposito si è cercato di restituire a Cesare quello che è di Cesare, riferendo nel testo le origini: “di Gubbio o umbro”, per il periodo in cui anagraficamente Fagioli è vissuto a Gubbio, e “di Osimo o marchigiano” per il rimanente periodo vissuto anagraficamente ad Osimo, come d’altronde è stato riportato di volta in volta alla stessa maniera, nelle cronache sportive dell’epoca.
Ma per quello che riguarda la sua carriera, quella costruita guidando chilometro dopo chilometro, gara dopo gara, ritiro dopo ritiro, vittoria dopo vittoria, masticando qualche boccone amaro, quella che lo ha innalzato al rango di Campione, questa è stata affrontata esaminando, una ad una, tutte le gare disputate dalla cui lettura emerge non solamente il sangue freddo, le doti, la classe, il tatticismo, il coraggio del pilota, ma anche il carattere, la personalità e la maturità dell’uomo che messe insieme ne hanno fatto un Campione del volante che si è sempre rifiutato di dire basta.

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