Calendario automobilistico.

Presentato dagli Amici del Motorismo Umbro il Calendario 2016.

Come di consueto, anche quest’anno, il Gruppo degli Amici del motorismo Umbro ha voluto realizzare, per gli Auguri annuali, il Calendario per il 2016 arricchendolo con le bellissime immagini di manifesti pubblicitari, a contenuto monotematico, riferiti alle Marche d’automobili. Il Calendario è stato presentato in occasione della trasmissione televisiva, Linea Motori, del 25 gennaio ultimo scorso.

 

Prima del Gran Premio provano la macchina dell’avversario

In un Gran Premio il sogno di un pilota è quello di provare la macchina del suo avversario, questo desiderio si avvera nel Gran Premio d’Italia del 1934.

Al Gran Premio d’Italia del 1934 scendono in campo, schierando i loro migliori piloti: Alfa Romeo, Bugatti, Maserati, Auto Union e Mercedes. L’Autodromo di Monza si presenta in una nuova veste: il tracciato da 10km è stato portato a 4.310m mortificandolo con cinque curve ad angolo retto e due chicane per ridurre i pericoli insiti nei 500km da percorrere. Le squadre, i mezzi che trasportano le macchine, il materiale e i meccanici arrivano a Monza alla spicciolata; prime tra queste è la Mercedes, con Caracciola e Fagioli, che alloggia a Villasanta. Il giorno dopo giunge l’Auto Union che, con Sebastian alla guida di un muletto distinto con il n.3, compie alcuni giri fermando i cronometri su 2’22”.
Nei giorni successivi, dando inizio alle prove vere e proprie che servono per la messa a punto delle macchine, fanno la loro apparizione anche i piloti delle altre squadre: prima la Scuderia Ferrari, con Varzi, Trossi e Chiron, poi la Bugatti con Brivio, imitate, alla spicciolata, dai rimanenti piloti privati tra cui Nuvolari. Osservate speciali, sia dalla stampa sia dal pubblico e dagli addetti ai lavori, sono le Auto Union che, con il loro corpo vettura assomigliano alla carlinga di un aereo, incuriosiscono così tanto: Varzi, Caracciola e Chiron, piloti avversari, da far avanzare richiesta all’Ing. Walb, il responsabile del reparto corse dell’Auto Union, se è possibile provarle. La richiesta, ancorché insolita, molto sportivamente viene accolta nel pomeriggio del 3 settembre, pochi giorni prima del Gran Premio.
Come cambiano i tempi! Oggi la Mercedes farebbe provare, prima del Gran Premio, la macchina di Hamilton a Vettel?

(da: Luigi Fagioli “il pilota che non disse mai basta”)

Mille Miglia: è il pilota umbro con più presenze

Non è cosa da molti partecipare alle Mille Miglia per quante volte è stato presente Berti Umberto.

Berti Umberto, nasce a Terni nel 1893, si trasferisce con la famiglia a Città di Castello dove, dagli anni venti, è conosciuto sul territorio dell’Alta Valle del Tevere come attivo titolare della rivendita della Guzzi, che ha sede all’interno dell’Auto-Garage Tiferno. Anche se la passione per le corse lo contagia tardivamente riesce comunque a lasciare profonde tracce nel tessuto sportivo regionale e nazionale. Le sue prime presenze alle gare segnano la data del 1928 e tra queste si ricorda: la partecipazione al Circuito Marchigiano, dove arriva quarto assoluto, unita a quella legata alla più importante corsa italiana: la seconda edizione della Mille Miglia alla quale partecipa, insieme al ternano Antonio Tomassini con una OM riportata a Brescia al ventiquattresimo posto assoluto.
Il pilota tifernate, disertata l’edizione del 1929 per motivi familiari, diventa il pilota della Mille Miglia,  alla quale, senza interruzioni, partecipa con macchine Alfa Romeo fino al 1936 raccogliendo fior di risultati scritti. Nel periodo, dopo due ritiri iniziali, insieme a Giovan Battista Santinelli e Gennaro Auricchio,  raccoglie un settimo, un sesto, un ottavo, un tredicesimo, tutti posti assoluti, e un ultimo ritiro.

Trascorso il periodo bellico, Berti torna ad essere ancora presente alla Mille Miglia nelle edizioni del 1948, con un quarto posto assoluto, con una Fiat 1100, unito nel 1949 a un ritiro segnato con una Lancia Aurelia. Per finire si ripresenta del 1952, a fianco dell’eugubino Pietro Barbetti a bordo di una Ferrari 166 Inter. Conclude l’avventura sportiva prendendo parte alle due edizioni del Giro Automobilistico dell’Umbria: del 1952 e del 1953. Abbandonato lo sport attivo, torna a dedicarsi a tempo pieno all’attività di commerciante. Muore nel 1974.

(da “Almanacco del motorismo umbro”)