Un tifoso cede a un pilota la sua Alfa Romeo

A Senigallia un tifoso saputo che, in seguito all’incidente avuto sulla Salmson, Fagioli non corre con un gesto generoso cede al pilota la sua macchina.

A Senigallia si corre la seconda edizione del circuito cittadino e Fagioli, non avendo la Maserati rimasta in officina, approfitta iscrivendosi con la Salmson SS. La mattina del sabato il meccanico Lauri mentre porta la macchina alle verifiche viene tamponato da un’altra vettura. Nell’urto il serbatoio si rompe facendo uscire la benzina che s’incendia. Dopo un primo sbigottimento, che tiene la gente lontana da ogni intervento, una provvidenziale coperta buttata dal meccanico sulle fiamme, insieme a alcune manciate di terra ben assestate, riesce ad avere ragione delle lingue del fuoco. La Salmson in parte è salva, ma i danni la rendono inutilizzabile per la corsa. Alla notizia che Fagioli non ci sarà un cittadino del posto, tifoso dell’eugubino, senza pensarci due volte gli cede in uso la propria Alfa Romeo 6C. Alle 14,40, dopo che sono partite le piccole cilindrate, partono le 1500cc che vedono schierati in prima fila la Maserati di Ruggeri e Anselmi con l’Alfa Romeo, in seconda Zanelli su Fiat 514 con Fagioli, a seguire Tuffanelli con la Bugatti e Caniato con l’Alfa, in ultima la coppia Leopardi con la Fiat 514 e Saccomanni su Alfa Romeo. Fagioli cerca di assumere il comando provando ad avere ragione di Ruggeri che chiude il primo giro davanti a Caniato, Saccomanni, Anselmi e Fagioli. Nei giri che seguono le posizioni non cambiano salvo nel corso del sesto, quando Fagioli supera Anselmi terminando la corsa in quarta posizione. Alcuni giorni dopo la bruciacchiata Salmson è trasportata a Gubbio e fatta oggetto di un accurato e lungo restauro.

(estratto da: “Luigi Fagioli il pilota che non disse mai basta

Nuvolari cede ancora ai piloti della Scuderia Ferrari

Al GP di Marsiglia i piloti della Scuderia Ferrari Chiron e Fagioli con le Alfa P3 non hanno avversari, Nuvolari e  Borzacchini cedono le armi. 

Nuvolari il 27 agosto del 1933 è in Spagna per disputare il GP di Marsiglia sul circuito di Miramas. Un tracciato di undici lunghi e sfibranti chilometri di nastro cementato dove si presentano diciassette concorrenti. Tra questi ci sono Mario Umberto Borzacchini e Tazio Nuvolari che corrono in proprio avendo abbandonato la Scuderia Ferrari; ai due si aggiungono Fagioli e Chiron, ingaggiati da Ferrari per sopperire alle assenze dei due transfughi.

Ferrari per tornare a vincere, riuscendoci anche con l’aiuto del Governo, ha fatto di tutto per avere in gestione le vincenti, indimenticate Alfa P3, che l’Alfa Romeo aveva ritirato dalle corse. La gara, già prima di partire, è opinione comune sarà condizionata dal caldo che metterà alla prova la resistenza dei piloti, e dalle tante fermate per far fronte all’usura delle gomme da sostituire ogni 25km, in una gara che di chilometri ne prevede 500. Al via è Chiron, con la Bugatti T51, che si prende la briga di tirare il gruppo davanti alla Maserati 8CM di Nuvolari il quale dopo due giri va al comando lasciando il francese a difendersi dagli attacchi della Bugatti T54 di Dreyfus, della Maserati 8C di Borzacchini che ha alle spalle l’Alfa P3 di Fagioli. Davanti alle cinquantamila persone, collocate lungo il percorso, lo spettacolo è movimentato dai cambi di posizione rese incerte per le soste ai box e i ritiri per guasti meccanici dai quali non escono immuni: Borzacchini, Dreyfus Etancelin e lo stesso Nuvolari che, ritirandosi all’ottantesimo giro, deve lasciare il passo a Chiron . Da parte sua Fagioli, penalizzato da alcune fermate non programmate, lottando in maniera leonina pur riuscendo a recuperare manciate di secondi sul compagno di squadra, si deve accontentare del secondo posto.

(estratto da: Baconin il “fratellino” di Nuvolari)

Pontedecimo-Giovi, una gara vinta da un debuttante

La Pontedecimo-Giovi è vinta, a tempo di record, dal neo acquisto della Scuderia Ferrari alla sua prima gara in salita.

il 24 agosto del 1930 i piloti dell’Alfa Romeo sono tutti impegnati con Campari, Varzi e Nuvolari dirottati all’isola di Mann, con Arcangeli inviato al Circuito di Senigallia, alla Scuderia Ferrari per partecipare alla gara in salita della Pontedecimo-Giovi non rimane che chiedere di avere Borzacchini. Alla gara prendono parte una cinquantina di piloti compreso Biondetti, con la sua Bugatti Speciale con motore Maserati, detentore del record della salita.

Per Borzacchini la conoscenza del percorso, sul quale è debuttante, viene solo dai chilometri che ha potuto percorrere nelle ricognizioni concesse il giorno delle prove. I tempi degli avversari: Minozzi, Gola, lo stesso Biondetti, sono vicini al record, mentre Baconin non va oltre i 7’57”.

La tensione accumulata nelle ore prima della gara, dal pilota di Terni partito prima di Biondetti, scompare con lo scalare della prima marcia. L’avversario da questo momento è solo lo scandire del tempo verso il quale Borzacchini, chiuso nella sua tuta celeste e protetto dal caschetto in pelle, lancia l’Alfa 6C GS 1750 l’unica arma con la quale può vincere la sfida.

I 9.650metri di veloci rettilinei e di difficili tornanti della sinuosa e spettacolare strada, scorrono sotto le ruote dell’Alfa che veloce, senza mai rischiare più del necessario, con maestria perfetta, sfruttando le traiettorie più brevi giunge sul traguardo dopo 7’8″. E’ il nuovo record. Ora sta a Biondetti e altri cercare di fare meglio.

Gli arrivi che si susseguono non riescono a scalfire il risultato, come non riesce a fare meglio la Bugatti MB del toscano Biondetti la cui prestazione lo colloca solamente al quarto posto.

(Estratto da: Baconin “il fratellino” di Nuvolari)