Mille Miglia e il sorpasso leggendario

Due scatenati Campioni esaltano la storia della corsa bresciana del 1930 lottando per tutti i 1630km di strada fin quando un sorpasso decide il vincitore.

Alla Mille Miglia del 1930 la lotta per il primato si rivelò un duello tra Achille Varzi e Tazio Nuvolari, quest’ultimo avvantaggiato dal fatto di essere partito dieci minuti dopo il pilota di Galliate che, sembra, non fosse stato bene informato negli ultimi tratti del ritmo di gara che stava mantenendo il rivale. La storia poi divenuta leggenda, forse perché eccessivamente romanzata, racconta che Nuvolari abbia sorpassato Varzi a Desenzano, poco prima del traguardo, dopo averlo seguito a fari spenti per coglierlo di sorpresa. Tutto  questo anche se in realtà, come ebbe ad accennare il giornalista Giovanni Canestrini il transito delle due macchine a Desenzano avvenne all’alba, alle 5.20, quando il sole stava sorgendo e lo spegnimento dei fari non avrebbe dato alcun vantaggio a Nuvolari. Stessa cosa dissero Canavesi, il meccanico di Achille Varzi, e Giovannino Lurani nelle sue memorie scritte sulla Mille Miglia. Che questo sorpasso sia stato vero oppure no poco importa, in un’epoca in cui gli effetti speciali non esistevano ancora questa storia era esaltante e rimarrà esaltante perché conferiva, e tutt’ora conferisce ai piloti della Mille Miglia, un’aurea eroica che ancora oggi appassiona gli sportivi.

(estratto da: Baconin il “fratellino” di Nuvolari)

Un tifoso cede a un pilota la sua Alfa Romeo

A Senigallia un tifoso saputo che, in seguito all’incidente avuto sulla Salmson, Fagioli non corre con un gesto generoso cede al pilota la sua macchina.

A Senigallia si corre la seconda edizione del circuito cittadino e Fagioli, non avendo la Maserati rimasta in officina, approfitta iscrivendosi con la Salmson SS. La mattina del sabato il meccanico Lauri mentre porta la macchina alle verifiche viene tamponato da un’altra vettura. Nell’urto il serbatoio si rompe facendo uscire la benzina che s’incendia. Dopo un primo sbigottimento, che tiene la gente lontana da ogni intervento, una provvidenziale coperta buttata dal meccanico sulle fiamme, insieme a alcune manciate di terra ben assestate, riesce ad avere ragione delle lingue del fuoco. La Salmson in parte è salva, ma i danni la rendono inutilizzabile per la corsa. Alla notizia che Fagioli non ci sarà un cittadino del posto, tifoso dell’eugubino, senza pensarci due volte gli cede in uso la propria Alfa Romeo 6C. Alle 14,40, dopo che sono partite le piccole cilindrate, partono le 1500cc che vedono schierati in prima fila la Maserati di Ruggeri e Anselmi con l’Alfa Romeo, in seconda Zanelli su Fiat 514 con Fagioli, a seguire Tuffanelli con la Bugatti e Caniato con l’Alfa, in ultima la coppia Leopardi con la Fiat 514 e Saccomanni su Alfa Romeo. Fagioli cerca di assumere il comando provando ad avere ragione di Ruggeri che chiude il primo giro davanti a Caniato, Saccomanni, Anselmi e Fagioli. Nei giri che seguono le posizioni non cambiano salvo nel corso del sesto, quando Fagioli supera Anselmi terminando la corsa in quarta posizione. Alcuni giorni dopo la bruciacchiata Salmson è trasportata a Gubbio e fatta oggetto di un accurato e lungo restauro.

(estratto da: “Luigi Fagioli il pilota che non disse mai basta

Alla Targa Florio le sorprese dopo l’arrivo

Al termine del X Giro di Sicilia Targa Florio, un nutrito gruppo di piloti, dopo l’arrivo trova poco piacevoli sorprese.

La corsa, organizzata come 34a Targa Florio, si disputa sullo stesso itinerario del 1938 con la differenza che la distanza prevista su 1080km ne fa un cocktail massacrante. Alla corsa palermitana, mentre l’Ingegner Speluzzi è affaccendato nella punzonatura delle macchine, i piloti e la gente, in attesa della partenza si dedicano all’asta alla ricerca dei nomi dei probabili vincitori. Alberto Ascari viene comprato a 45.000lire, Biondetti, Rol e Mario Bornigia a 25.000lire, Villoresi nella 2000cc, che risulta poi il più quotato in assoluto, ottiene 49.000lire, nella 1100cc tocca a Nuvolari essere offerto a 40.000lire. Fagioli viene puntato a 13.000lire.

Trascorsa mezzanotte le piccole cilindrate, nelle quali figura l’Osca di Fagioli-Diotallevi e l’Abarth Cisitalia di Nuvolari, si trascinano dietro le macchine più performanti con Musso, Bernabei, Marzotto e Ascari. Con la notte che si fa sempre più buia, anche perché la corsa è accompagnata da una fastidiosa pioggia che rende viscida la strada, la corsa diventa quasi una scommessa da vincere alla luce dei fari che vanno poco oltre il muso della macchina. Strada facendo nel buio della notte, per un guasto ai fari si perde Nuvolari, mentre l’Osca di Fagioli lascia l’osimano fermo con il cambio rotto. Anche al comando le sorprese non mancano e i ritiri della Ferrari di Ascari, seguito da Biondetti e Bonetto lasciano la vittoria a Bornigia.

A fine gara alcune sorprese: per Fagioli, ritirato, una ammonizione per una irregolarità, per la Teresa De Filippis partita a spinta, mentre Sbordone, Zaffiri e Lietti esclusione per irregolarità segnano qeusta edizione della34a Targa Florio

(estratto da: Luigi Fagioli il pilota che non disse mai basta