I due record del GP di Monaco.

Nel toboga del GP di Monaco del 1935, famoso per il grande numero della scalate di marcia, Fagioli aggiunge altri due record.

Mentre il primo Gran Premio non titolato si è svolto, senza la presenza delle auto tedesche, a Pau il 24 febbraio con la vittoria di Nuvolari con l’Alfa P3, il primo dei Gran Premi internazionali del 1935 si corre a Montecarlo,  con il GP di Monaco. Alla corsa monegasca il mondo sportivo, come sarà per tutto l’anno, dovrà assistere ancora una volta al confronto che vedrà opposta la tecnologia tedesca, scesa in campo con il meglio del suo potenziale tecnico e umano, alla Scuderia Ferrari che, da parte sua, schiera per Nuvolari e Dreyfus le monoposto P3 modificate nel peso, sospensioni, nei freni, nella cilindrata; il tutto per rendere la macchina più stabile e maneggevole. Già dai responsi delle prove è evidente che il confronto sarà senza esclusione di colpi con il primo punto marcato dalla Mercedes che ha Fagioli, Caracciola e Brauchitsch, titolari dei migliori tempi per lo schieramento del GP di Monaco del 1935. La prima  delle Alfa, quella di Nuvolari, è a 2”. Il giorno della corsa, davanti ad un tutto esaurito di pubblico, le macchine scattano in avanti con Fagioli che prende la testa del gruppo che alla fine del primo, dei cento giri previsti, transita con Fagioli in 2’2″1/10, Caracciola a 1” dall’eugubino, a seguire: le Alfa di Dreyfus con 2’3″6/10, di Nuvolari con 2’9″6/10 e Chiron con 2’16″. Nei rimanenti novantanove passaggi mentre nelle posizioni dal secondo posto tra scambi e rimonte, Fagioli dopo avere segnato il giro più veloce, vince il GP di Monaco a tempo di record dopo averlo condotto in testa dal primo al centesimo giro.

Estratto da: “il polta che non disse mai basta”

 

 

Coppa Acerbo un debutto tra le incertezze.

Alla Coppa Acerbo del 1934, gara del debutto in Italia, per la Mercedes le premesse riscattate poi con la vittoria finale, non sono delle migliori.

I primi giorni della settimana che anticipa la Coppa Acerbo del 1934, gli squadroni tedeschi dell’Auto Union e della Mercedes occupano, sportivamente parlando, la cittadina di Pescara dove si disputa la X Coppa Acerbo. La Mercedes, con le nuove W25, dopo l’ultima gara del 15 luglio, vinta in Germania dall’Auto Union di Stuck, scende in campo con un terzetto formato da Caracciola, Henne e Fagioli ai quali spetta il compito di contrastare la classe di Nuvolari con la Maserati e la supremazia delle macchine della Scuderia Ferrari affidate a Varzi e al giovane algerino Guy Moll del quale si dice un gran bene. All’arrivo delle macchine tedesche a Pescara, giunte con una decina di camion seguiti da altrettanti per il trasporto delle gomme, la gente assiste incuriosita a guardare quei sigari di colore argento sui quali i meccanici da subito si mettono a alla ricerca di una messa a punto ottimale per affrontare le prove. Per la squadra della Mercedes, sapendo di dovere rispettare i favori dei pronostici che la danno vincente, le prove sono caratterizzate dal nervosismo perché temono per la pioggia incombente che rende la strada scivolosa e piena di insidie. Fagioli alla guida della Mercedes, che si avvia seguita dal sibilo del compressore e dal rumore del motore,  è uno tra i primi a scendere sul tracciato per effettuare alcuni giri al termine dei quali dopo avere fermato il tempo sul tempo di 11’27”1/5, che viene migliorato solamente da Varzi con l’Alfa Romeo nell’ultimo giorno di prova, esce di strada danneggiando il muso della Mercedes. Per Neubauer la misura è colma e a questo aggiunge il litigio con gli Organizzatori che, creando una enorme confusione in chi rileva i tempi, hanno previsto l’uso di numeri di gara diversi per le prove e la gara. Alla fine però, alle premesse non esaltanti, il risultato finale che è quello che conta porta la Coppa Acerbo nelle mani di Fagioli.

La Lancia Augusta cabriolet requisita

A Perugia i tedeschi in ritirata requisiscono una automobile Lancia Augusta cabriolet ma il proprietario reagisce in maniera insolita.

Uno tra i primi possessori d’auto a Perugia, con la licenzaa condurre n.4, fu Antonio Sereni. Grande appassionato e amante dell’automobile al punto, si dice, che il suo carattere deciso e volitivo, associato alla grande passione per le automobili, stava per giocargli un brutto scherzo quando i tedeschi, in ritirata, furono sul punto di far saltare in aria la sua villa di Montevibiano se non avesse consegnato loro la sua Lancia Augusta cabriolet, alla quale Sereni aveva astutamente smontato e nascosto le ruote come ultimo tentativo di protezione. Alle pressanti richieste dei soldati che stavano perdendo la pazienza, la moglie ritenne saggiamente di dare ordine al giardiniere, che conosceva il nascondiglio, di consegnare le ruote affinché i tedeschi risparmiassero la villa. I militari, rimontate le ruote, senza neanche salutare misero in moto la vettura e se la portarono via sotto gli occhi sbigottiti dell’incredulo proprietario cge dovette dire così addio al suo oggetto del desiderio. Sembra che il Sereni quella sera, preoccupato più per la sorte della bella cabriolet che della villa, abbia cacciato di casa tutti i familiari, per un paio di giorni, e licenziato il giardiniere!