Nuvolari, prima tace poi reclama.

La competizione è fatta per vincere e Nuvolari lo sa bene ma alcune volte la dove non arriva la posizione di classifica ci prova a ribaltarla con un reclamo.

Da che si corrono le gare automobilistiche esistono anche i reclami ci sono sempre stati, presentati da quasi sconosciuti a tutela dei propri risultati o anche da piloti noti e famosi. I nomi?, con riferimento ad alcuni del passato due per tutti: Enzo Ferrari e Tazio Nuvolari le cui richieste di verifica ai Commissari non sempre hanno avuto soddisfazione. Non in ordine di tempo viene da ricordare la gara disputata il 24 giugno del 1928 sul Circuito di Cremona dove, con gare separate, erano ammesse due Categorie di macchine: fino a 1500cc e oltre 1500cc. Nella oltre 1500cc tra gli otto partenti tra i favoriti, figurava un terzetto formato da Campari con una Alfa Romeo P2, Varzi e Nuvolari con le Bugatti 35C; tra i restanti si notò la presenza di Luigi Arcangeli con una Talbot 700, della Scuderia Materassi, notoriamente di 1500cc tanto è che Emilio Materassi risultava iscritto con un’altra Talbot nella Categoria inferiore. Ma nessuno fece osservazione. La corsa partita con in prima fila Arcangeli e Nuvolari vide inizialmente la supremazia dell’Alfa di Campari inseguito da Nuvolari e Arcangeli. Poi le gomme e i consumi rivoluzionarono la classifica, segnata da tanti ritiri, fino a portare in testa la leggera Talbot di Arcangeli, indenne da guasti e pochi rifornimenti. Al traguardo risultarono solo in quattro con al secondo posto Nuvolari che, piccato per la mancata vittoria, sporse reclamo contro l’iscrizione della Talbot nella Categoria oltre 1500. Il risultato? Reclamo respinto perchè avrebbe dovuto essere presentato il giorno delle verifiche. Materassi molto sportivamente provvide però a mettere tutto in chiaro, come risulta dalla lettera pubblicata sulla Gazzetta dello Sport. La cilindrata era stata portata a 1503cc!

L’incredibile record di Vittorio Marzotto

Vittorio Marzotto nella lunghissima kermesse bresciana del 1954, che portò le macchine lungo le veloci strade dell’Italia, condivise un incredibile record.

Nella Mille Miglia del 1954 ci sono due novità una è il passaggio nella città di Mantova in onore a Tazio Nuvolari, deceduto l’11 agosto del 1953, con l’istituzione di un Trofeo per il più veloce sul tratto Mantova-Cremona-Brescia. L ‘altra fu la soppressione dell’obbligo della presenza del secondo pilota a bordo. Tra le Case presenti la più agguerrita risultò la Lancia, fresca sconfitta a Sebring, che si presentò con quattro D24 per Taruffi, Alberto Ascari,  Castellotti e Valenzano. Le vetture curate da Vittorio Jano presentavano una versione maggiorata del motore V6 portato ad erogare  265 CV. La Ferrari era con le 375 4,9 litri da 300 CV per Farina, Maglioli, Giannino e Paolo Marzotto e suo fratello Marzotto. Tra i piloti c’era anche il quattro volte vincitore Clemente Biondetti il cui fisico martoriato dalla malattia cedette pochi mesi dopo. Prima a partire, sotto la pioggia fu una “Isetta”, più tardi le Lancia con Taruffi iniziarono la gara vera e propria davanti a Castellotti e Ascari. Dopo il giro di boa di Roma i ritiri di Castellotti e Taruffi consentirono ad Ascari di andare in testa fino a quando la sua Lancia iniziò ad accusare una serie di guasti che risolti con comodo, essendosi le Ferrari tutte fermate, gli consentirono di raggiungere Brescia per occupare il primo posto sul podio. Dietro al vincitore passando alla storia della Mille Miglia, si collocarono i due equipaggi di Vittorio Marzotto su Ferrari 500 Mondial e quello di Musso-Zocca su Maserati A6CS sorprendentemente distanziati tra di loro di soli 10” dopo ben 1597km di gara!

Ancora un Podio tutto Alfa Romeo

Per la seconda volta nell’anno i piloti della Scuderia Ferrari alla guida delle Alfa Romeo scalano insieme i tre gradini del podio in un Gran Premio

Concluse le due gare disputate in Germania per il collaudo delle macchine tedesche per Mercedes e Auto Union il 1 luglio del 1934, con il GP di Francia, viene il momento del debutto nel primo degli eventi a carattere internazionale che si sarebbe corso sul Circuito di Montlhery. Al via della corsa francese si presentano tredici macchine ufficiali: tre Alfa Romeo della Scuderia Ferrari con Varzi, Trossi, Chiron, due Auto Union con Stuck, Momberger, tre Mercedes con Brauchitsch, Caracciola, Fagioli, tre Bugatti con Benoist, Dreyfus, Nuvolari e la  Maserati  con Zehender; unico pilota privato è Etancelin con la sua Bugatti. Al via la falsa partenza di Chiron, avviatosi tra la sorpresa generale impunemente dalla terza fila, gli consente di guidare al comando il primo dei quaranta giri previsti, una posizione che deve però cedere all’incalzare di Stuck a sua volta inseguito dalle Alfa Romeo e dalle Mercedes. La corsa che  strada facendo diventa selettiva, prima che si concluda la percorrenza di metà della distanza prevista ha fatto tornare ai box il Team Mercedes al completo, Nuvolari e Dreyfus, ai quali si accoda Etancelin. Mentre i ritiri segnano la storia della corsa, dal gruppo che si sfoltisce le Alfa Romeo si fanno strada riuscendo a collocarsi in testa con Chiron, Varzi e Trossi/Moll. Nei successivi giri lo stillicidio dei ritiri continua coinvolgendo anche l’Auto Union di Stuck e la Maserati di Zehender. Ridotto il campo a quattro partecipanti, con le sole tre Alfa Romeo a pieni giri, la corsa si conclude segnata dal pieno trionfo della Scuderia Ferrari.