La Coppa della Perugina, paure e novità.

Organizzare la Coppa della Perugina per portare le macchine lanciate in una corsa in piena velocità non risultò ne semplice, ne agevole per gli ostacoli che si dovettero superare.

Il 1924 fu l’anno della prima delle quattro edizioni fortemente volute da Giovanni Buitoni con l’aiuto, in questo, degli uomini del Consiglio Direttivo dell’Auto-moto-club cittadino. Come prima cosa si individuò il tracciato ideale per la corsa nei 14.600metri di polverosa strada che si snodava ai piedi della collina dove sorgeva la città. Subito dopo il pensiero andò a come si sarebbe potuto aumentare la solidità del fondo stradale e ridurre il fastidio della polvere che le macchine avrebbero sollevato. Per far fronte a questo secondo problema si pensò di utilizzare un fissante, realizzato dagli scarti della lavorazione del petrolio fornito dalla Ditta “Apulvis” di Milano. In pochissimo tempo la notizia cominciò a girare in città seguita dai primi commenti e mentre da un lato il gruppo di appassionati si dava da fare per la realizzazione della Coppa della Perugina, nello stesso tempo si registrava un acceso scetticismo che serpeggiava tra chi vedeva la corsa come elemento portatore di sventura e spargimento di sangue tra il pubblico e corridori. Tra questi non mancò Francesco Buitoni il padre di Giovanni, che di ritorno da Magione, insieme all’autista, giunto al bivio di Ellera poco dopo che gli operai avevano terminato di spargere il fissante per la polvere che si era colorata di un bel rosso, a quella vista esclamò preoccupato:” io l’avevo detto a quel figliolo che sarebbe finita in tragedia!” Poi per fortuna tutto si svolse regolarmente e senza nessuna tragedia.

Da il libro: “Coppa della Perugina”

Italo Balbo e il suo brindisi offensivo

I risultati sportivi sono una cosa ma i meriti per interessi politici possono essere altri come accadde al GP di Tripoli del 1936 quando il Generale Balbo brindò non al vincitore vero..

A dieci giri dalla fine del GP di Tripoli del 1936, disputato alla presenza del Generale Italo Balbo, le due Auto Union di Stuck e Varzi, avendo un grande vantaggio sulle Mercedes, hanno avuto ordine di rallentare quando a tre giri dalla fine Stuck si vede sorpassare da Varzi che va a vincere la corsa africana. Il GP è finito ma non la polemica che scoppia nei box sottolineata dalla voce di Stuck che grida: “Quel porco di un italiano non rispetta gli ordini e mi ha rubato la vittoria!”; “No, no Hans stai calmo” gli dice il suo meccanico:Varzi non centra nulla” “Ma come” ribatte l’infuriato tedesco “se mi ha sorpassato mentre Feureissen mi segnalava di rallentare”, “No non è così, ti dico. Io ho visto esattamente che mentre Feureissen ti ha dato la bandiera, ha ordinato a Varzi di accelerare”. A questo si aggiungono quelle del Direttore della squadra: “Ho ricevuto da Von Ribbentrop in persona l’ordine di lasciare vincere nella Colonia Italiana un pilota italiano in omaggio all’Asse Roma-Berlino” che sembrano calmare il pilota. La discussione che ha animato i box tedeschi dell’Auto Union ha un seguito, ma con maggiore forza, nel corso della cena ufficiale quando il Governatore Italo Balbo, si alza per festeggiare il vincitore della corsa, e rivolgendosi a Stuck dice: “Brindo al vincitore”. Stuck interviene dicendo: “Eccellenza il vincitore è Varzi”, ma Balbo con voce ferma riprende: “Mio caro Stuck, io so benissimo chi ha vinto la corsa,…. io brindo al vero vincitore.” Nel silenzio che si è fatto più pesante, si ode il rumore di un cristallo infranto mentre Varzi, umiliato senza ragione, lascia la sala. In mano stringe un tovagliolo intriso di sangue.

I Commissari di percorso influenzano la corsa di un pilota

La disattenzione dei Commissari di percorso del Gran Premio influenzano la corsa di un pilota, inducendolo nell’ errore.

I Commissari di percorso nel  Gran Premio di Monaco del 1936 che si sta svolgendo sotto una pioggia torrenziale hanno il loro da fare. Nella chicane, nel corso del secondo giro sono rimaste coinvolte in un incidente la Mercedes di Chiron sulla quale finisce l’Alfa di Farina a sua volta tamponata dalla Mercedes di Brauchitsch. Mentre Caracciola conduce la gara, davanti a Nuvolari che, tra gli spruzzi d’acqua, insegue intenzionato a volere passare al comando, alle loro spalle Rosemeyer e Stuck aumentano il loro vantaggio su Fagioli incappato in un errore di guida al sesto giro. L’eugubino, nel rettilineo delle tribune, a causa di una chiazza d’olio si è reso attore di un duplice testacoda, subito controllato, al termine del quale reindirizza la Mercedes nella giusta direzione riprendendo la corsa. Nel corso dell’ottavo giro, mentre Nuvolari tra gli applausi passa a condurre il Gran Premio davanti a Caracciola, Fagioli, arrivato in prossimità della chicane, dopo essere tornato alle spalle di Stuck trova i commissari intenti a ripulire la sede stradale dalla sabbia e dall’olio. Mentre l’eugubino sta chiudendo la curva un Commissario di percorso poco attento, senza tenere conto della velocità della Mercedes che si sta avvicinando, getta una ulteriore palata di sabbia parte della quale colpisce il pilota. Con un gesto istintivo, di difesa, Fagioli sterza bruscamente causando la scivolata della Mercedes che dopo aver urtato contro il muro, danneggiando la sospensione posteriore destra, si arresta di traverso sulla strada. Poco distante da lì, quasi sullo stesso punto, per ironia della sorte si sono fermate per incidente tre delle quattro Mercedes partite.