Un Gran Premio segnato da una sonora sconfitta

Anche se non ha la validità di un Gran Premio valido per il Campionato europeo portare le proprie macchine davanti a quelle italiane e francesi è segno di superiorità.

Per il secondo anno in fila anche se l’AIACR non ritenne di dovere indire il Campionato Europeo, pure avendo varato le nuove regole della formula Gran Premio da 750 kg obbligando le Case ad adeguarsi, il terzo Gran Premio dell’anno venne organizzato sul circuito dell’Autodromo di Linas’Montlhéry a sud di Parigi. La distanza da percorrere rimase stabilita su 40 giri per un totale di 500,2 km, questo nel rispetto della regola minima dei 500 km imposta dall’AIACR. Per aumentare le presenze gli Organizzatori resero le iscrizioni gratuite con la sola richiesta di un deposito di 30.000 fr che sarebbe stato rimborsato se l’auto fosse stata verificata e preso la partenza. Per i team tedeschi, in gara con tre Mercedes e due Auto Union il 28° Gran Premio di Francia del 1934 rappresentò il primo evento internazionale nel corso del quale si sarebbero confrontare con la Scuderia Ferrari, presente con le Alfa Romeo, la Bugatti e la Maserati. Nello schieramento, davanti  a 80.000 persone, la prima fila risultò occupata dall’Auto Union di Stuck e dall’Alfa di Varzi. Al momento del via del Gran Premio Chiron (Alfa Romeo) che era in terza fila insieme alle Bugatti di Nuvolari e Benoist  per guadagnare terreno anticipò la partenza andando a condurre il primo giro inseguito da Stuck che dopo tre giri prese il comando tirandosi dietro la Mercedes di Fagioli. A lungo andare però l’orgoglio dei team tedeschi venne mortificato dai guasti alle macchine che una dopo l’altra furono costrette a ritirarsi e lasciare spazio alla rossa parata delle Alfa Romeo che con in testa il francese Chiron, risultato vincitore del Gran premio davanti al compagno di squadra Varzi e all’altra Alfa Romeo di Moll-Trossi, precedettero sul traguardo la Bugatti di Benoist ultimo arrivato.

Estratto da: “Il pilota che non disse mai basta”)