La Vittoria sfuma a causa dei parafanghi.

Prima di ogni corsa i Team e i piloti programmano scelte e strategie da adottare per far fronte al comportamento da tenere al fine di avere ragione degli avversari. Ma non sempre va bene.

Rispetto al 1930 i Team si sono rinnovati; Varzi, dopo la vittoria dell’anno precedente, ha lasciato l’Alfa per la francese Bugatti, Borzacchini è passato all’Alfa con Nuvolari e Campari. Quest’anno la Targa Florio con i suoi 584km, con il tempo che mette al brutto, tra salite, discese e fango, sarà massacrante e solo i più forti riusciranno a giungere in fondo dopo le nove ore previste. Dato il via le prime notizie danno Fagioli e Borzacchini in testa, poi Varzi s’invola concludendo, tra gli applausi dei siciliani bagnati di pioggia, i primi tre in testa inseguito da Nuvolari tenuto informato dagli uomini dell’Alfa Romeo dislocati a Cerda. All’inizio del quarto e ultimo giro Achille Varzi è ai box per una fermata non programmata che gli costa 1’20”. Ma anche Nuvolari arriva e si ferma per un rabbocco. Per la vittoria tutto si deciderà lungo la strada scivolosa per la pioggia e fango e nell’ansia della gente verrà vissuta grazie alle notizie che giungono via telefono. Varzi, partito 25’ prima di Nuvolari, chiude senza occhialoni la sua avventura ridotto una statua di fango conseguenza della scelta di partire senza parafanghi, la gente lo applaude rimanendo in attesa dell’arrivo del mantovano che, informato e correndo qualche rischio, è riuscito a scavalcare l’avversario e a vincere. Per Varzi la vittoria è sfumata e con questa anche la piazza d’onore perché anche Borzacchini, il Fratellino del mantovano, riesce a scavalcarlo.

Nuvolari al debutto con la Bugatti

Dopo anni passati a cavalcioni di una moto Tazio Nuvolari, acquista una Bugatti e per il debutto decide di prendere parte alla Coppa della Perugina.

Alla Coppa del 1927, alla lunga file dei “bugattisti” si aggiunge la presenza del “mantovano volante”, Tazio Nuvolari, che per l’occasione ha acquistato una Bugatti, ritirata in fretta e furia nella fabbrica di Molsheim, senza fari ne documenti e riportata in Italia grazie all’intervento di due amici svizzeri, Pozzi e Bignami. Il mantovano dopo l’uscita di strada del 1 settembre del 1925 con un’Alfa Romeo, è alla sua seconda esperienza con le quattro ruote. La prima è avvenuta alla Mille Miglia ed è stata possibile per volontà dei dirigenti della squadra, che l’ha sotto contratto, solo perché effettuata alla guida di una Bianchi 3000cc. Tazio Nuvolari viene a Perugia per due motivi, il primo per avere ottenuto dal Segretario Savonelli un buon ingaggio con l’impegno di prendere parte alla gara motociclistica in programma sullo stesso circuito sette giorni prima della Coppa della Perugina. Il secondo per poter provare appunto la nuova Bugatti. La fama che precede Nuvolari a Perugia è quella che è riuscito a costruirsi macinando chilometri in settanta gare di moto, quaranta delle quali finite nei primi due posti della classifica. A Perugia nella gara motociclistica, ottiene il giro più veloce ma colleziona un amaro ritiro. Nella corsa automobilistica ha più fortuna.Senza timori reverenziali nei confronti ne di Brilli Peri, ne di Materassi lotta sapendo di dover risparmiare il mezzo e la tattica gli dà ragione. Tantissimi si fermano per strada, ma “il mantovano” giunge arriva in fondo terzo di Categoria e settimo assoluto.

Esratto dal Sito:“La Coppa della Perugina” e “www.corsedauto.it

Un Gran Premio con i diritti di frontiera.

Un Gran Premio, valido per il titolo di Campionato Europeo, richiama in Belgio le migliori guide del momento con Alfa Romeo, Maserati, Auto Union, Mercedes e Bugatti.

Al Gran Premio del Belgio che si corre il 29 luglio un agguerrito gruppo di piloti, in rappresentanza delle Case impegnate nel Campionato d’Europa, sono presenti per battere il record detenuto da Nuvolari. Mentre la stampa riporta le notizie sull’avvicinarsi del giorno, tra la sorpresa generale i due team tedeschi, contrariamente a quanto programmato, decidono all’unanimità di ritirare l’opzione di tutte e cinque le macchine che Stuck, Momberger, Caracciola, Brauchitsch e Fagioli avrebbero dovuto condurre sulla pista di Spa Francorchamps. Inizialmente la stampa attribuisce quale motivo dell’assenza al Gran Premio delle “Frecce d’argento” la mancata messa a punto delle macchine, in realtà il motivo della clamorosa rinuncia, che quasi riduce a zero l’interesse della stampa e del pubblico nei confronti del Gran Premio, è da ricercarsi nell’assurda richiesta di 180.000Fr. avanzata dagli organizzatori alle due Case tedesche per i diritti d’ingresso alla frontiera sull’alcool da queste utilizzato nella preparazione della benzina speciale usata per l’alimentazione dei motori mescolando, all’epoca segretamente, 86 parti di alcool, 8,8 di acetone, 4,4 di nitrobenzene e 0,8 di etere solforico. Il Gran Premio del Belgio rimasta orfana delle squadre tedesche, alle quali si aggiunge all’ultimo momento la conferma dell’assenza di Nuvolari, in seguito a questa mutilazione d’iscritti vede schierati alla partenza solamente sette piloti. Una volta partiti, prima di metà corsa, dalla bagarre vengono tolti, per guasti meccanici, i due alfieri della Scuderia Ferrari: Chiron e Varzi. Tra i cinque rimasti in gara hanno pertanto vita facile i due portabandiera della Bugatti :Dreyfus e Brivio che, senza strafare, riescono a raggiungere il traguardo davanti alla Maserati del francese Sommer.