Al debutto le gomme penalizzano la Bimotore.

L’idea, per contrastare l’affermata egemonia delle macchine tedesche, di mettere in campo una Alfa Romeo Bimotore è buona ma non tiene conto dei consumi delle gomme.

Al GP di Tripoli del 1935 tra le macchine schierate al via ci sono le due nuove Alfa Bimotore, quella di Chiron da 5300cc in ultima fila e di Nuvolari da 6300cc due file più avanti .Tutti i Team: Mercedes, Auto Union, che hanno portato ben trecento pneumatici, e Scuderia Ferrari sono fortemente preoccupati per l’abrasività del fondo stradale sulle gomme che si prevede faranno la differenza. Al via dalla prima fila, con schierate la Mercedes di Fagioli, le tre Alfa Romeo di Magistri, Barbieri, Dreyfus e la Maserati di Premoli, Fagioli scatta in avanti mentre lungo i tredici chilometri del primo giro alle spalle dell’eugubino la corsa si accende tanto è che alla chiusura del passaggio davanti a tutti c’è Caracciola, seguito da Varzi e Fagioli al terzo posto, Come era nelle previsioni la pista della Mellaha inizia da subito a penalizzare le macchine più potenti a cominciare dalla Bimotore di Nuvolari che nei primi sei giri si è dovuto fermare per due volte. Anche Caracciola è stato costretto a lasciare passare Varzi per rifugiarsi ai box e rientrare un giro dopo; ma nella lotteria delle gomme è stato estratto anche Fagioli, tornato momentaneamente al comando, costretto a fermarsi e ripartire. Il più penalizzato è stato Nuvolari, che favorito nei lunghi rettilinei, è stato costretto a pagare pegno disintegrando, a causa della troppa potenza della Bimotore, ben tredici pneumatici. Da tutto questo bailamme di soste che hanno rivoluzionato anche i risultati della ricca Lotteria abbinata alla gara africana, dopo l’ennesimo distacco del battistrada che ha penalizzato l’Auto Union di Varzi, è emersa la Mercedes di Caracciola mentre alle Bimotore rimangono il quarto e quinto posto.

(Estratto da: “Il pilota che non disse mai basta”)

Il brindisi offensivo

I risultati sportivi sono una cosa ma i meriti per interessi politici possono essere altri come accadde al GP di Tripoli del 1936 quando il Generale Balbo brindò non al vincitore vero..

A dieci giri dalla fine del GP di Tripoli del 1936, disputato alla presenza del Generale Italo Balbo, le due Auto Union di Stuck e Varzi, avendo un grande vantaggio sulle Mercedes, hanno avuto ordine di rallentare quando a tre giri dalla fine Stuck si vede sorpassare da Varzi che va a vincere la corsa africana. Il GP è finito ma non la polemica che scoppia nei box sottolineata dalla voce di Stuck che grida: “Quel porco di un italiano non rispetta gli ordini e mi ha rubato la vittoria!”; “No, no Hans stai calmo” gli dice il suo meccanico:Varzi non centra nulla” “Ma come” ribatte l’infuriato tedesco “se mi ha sorpassato mentre Feureissen mi segnalava di rallentare”, “No non è così, ti dico. Io ho visto esattamente che mentre Feureissen ti ha dato la bandiera, ha ordinato a Varzi di accelerare”. A questo si aggiungono quelle del Direttore della squadra: “Ho ricevuto da Von Ribbentrop in persona l’ordine di lasciare vincere nella Colonia Italiana un pilota italiano in omaggio all’Asse Roma-Berlino” che sembrano calmare il pilota. La discussione che ha animato i box tedeschi dell’Auto Union ha un seguito, ma con maggiore forza, nel corso della cena ufficiale quando il Governatore Italo Balbo, si alza per festeggiare il vincitore della corsa, e rivolgendosi a Stuck dice: “Brindo al vincitore”. Stuck interviene dicendo: “Eccellenza il vincitore è Varzi”, ma Balbo con voce ferma riprende: “Mio caro Stuck, io so benissimo chi ha vinto la corsa,…. io brindo al vero vincitore.” Nel silenzio che si è fatto più pesante, si ode il rumore di un cristallo infranto mentre Varzi, umiliato senza ragione, lascia la sala. In mano stringe un tovagliolo intriso di sangue.

(Estratto dal Libro: “Il pilota che non disse mai basta”)